Cos’è l’ortodonzia intercettiva
L’ortodonzia intercettiva è un trattamento ortodontico che si esegue durante la crescita, quando le ossa mascellari sono ancora in via di sviluppo e quindi modificabili. A differenza dell’ortodonzia tradizionale — che corregge i denti già erotti — l’ortodonzia intercettiva agisce sulle cause del problema prima che si manifestino completamente.
L’obiettivo è guidare lo sviluppo delle arcate nella direzione giusta, creare lo spazio necessario per i denti permanenti e correggere i pattern scheletrici sfavorevoli mentre sono ancora facilmente modificabili. Un intervento fatto a 4-5-6 anni può evitare — o ridurre significativamente — un trattamento ortodontico complesso a 12-14 anni.
Quando è indicata
L’ortodonzia intercettiva è indicata quando, durante i controlli di routine, rileviamo uno o più di questi segnali: arcate strette o sottosviluppate, morso incrociato posteriore o anteriore, morso aperto, affollamento dentale precoce, abitudini viziate (pollice, ciuccio) che hanno già modificato le arcate, respirazione orale cronica che influenza lo sviluppo mascellare.
Non tutti i bambini ne hanno bisogno. Lo valutiamo caso per caso, spesso con una radiografia panoramica che ci permette di vedere la situazione completa dei denti in formazione.
Come funziona il trattamento
Gli apparecchi usati nell’ortodonzia intercettiva sono quasi sempre mobili — il bambino li indossa di notte e per alcune ore durante il giorno, generalmente non a scuola. Sono apparecchi morbidi e confortevoli, detti Bioattivatori, spesso chiamati dai bambini “il bite” o “l’apparecchio di notte”. La durata del trattamento varia in genere da 12 a 18 mesi. Il risultato non è sempre un sorriso perfettamente allineato — quello arriverà con i denti permanenti — ma un’arcata ben sviluppata che accoglie i denti definitivi nel modo migliore possibile.
Nel nostro studio l’ortodonzia intercettiva viene seguita in team con l’ortodontista e la logopedista, perché la postura della lingua e la modalità di respirazione influenzano direttamente lo sviluppo delle arcate e vanno affrontate insieme al trattamento ortodontico.
Domande frequenti
In genere tra i 3-4-5 anni, a seconda del problema. Alcuni interventi — come la correzione del morso incrociato — è meglio farli il prima possibile, anche a 3-4 anni. Altri si affrontano intorno ai 6-7 anni quando compaiono i primi denti permanenti.
Dipende dal caso. In alcuni bambini l’intervento intercettivo risolve completamente il problema. In altri prepara le arcate in modo che il trattamento fisso successivo sia più breve e semplice. In entrambi i casi il bilancio è positivo.
Dipende dal tipo di apparecchio e dalla situazione. In molti casi è sufficiente l’uso notturno, integrato da qualche ora durante il giorno per rinforzare la muscolatura delle labbra e aiutare il bambino a mantenerlo in posizione durante la notte, consentendogli così di svolgere la sua azione terapeutica. L’obiettivo è sempre quello di interferire il meno possibile con la vita quotidiana del bambino.
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